FIGLI DI MUSE MINORI

Pagine 204,  Euro 12,00,  Edizioni GDS  (Milano)

 

I figli di Muse minori…secondo lo scrittore Danilo Tacchino

 

Scegliere di stare con chi è in minoranza, con chi è sconosciuto, significa trovarsi di fronte una ulteriore difficoltà; quella di lottare e superare una incomprensione diffusa, figlia di un’ignoranza letterale: la non conoscenza, perchè non conoscere per certi versi è come non esistere, ed anche non essere arricchiti dei giusti sapori che portano a vivere bene e con dignità.

È quindi doveroso dire che il coraggio di Fabrizio nel perseguire con forza e determinazione il tortuoso cammino verso l’attenzione a chi vale e non soltanto a chi appare, è il coraggio forte della verità, che in questi tempi difficili e complicati scarseggia e fatica a comparire. Normalmente, la vita ci rappresenta dei modelli, sicuramente validi ma non necessariamente unici, e questi modelli  fuoriescono per motivi che non necessariamente si identificano solamente nella bravura. Ciò, ovviamente, vale per ogni tipo d’arte e di attività. Oggi poi, con l’ausilio mediatico delle tecnologie dell’informazione che in un battito di ciglia tocca la mente di milioni di individui, è ancora più importante e potente la capacità di far conoscere  un modello piuttosto che un altro, per il semplice motivo  che chi ha in mano il potere di queste tecnologie apprezza e conosce certe valenze artistiche e ne misconosce altre. Questo è un problema difficile da risolvere che crea una discontinuità nella conoscenza della verità dell’evoluzione culturale dell’uomo sull’intero pianeta.

Figli di Muse minori (che sono sostanzialmente saggi letterari strutturati secondo il genere della biografia umanistica, un po’ alla maniera del Trattatello in laude di Dante, del Boccaccio, tanto per fare un esempio illustre) è quindi un’operazione non soltanto coraggiosa per se stessa, ma didattica in quanto offre lo spunto iniziale per poter aprire nuovi studi e ricerche verso un “mare magnum” di scrittori dispersi nell’oblio del tempo. È poi necessario effettuare una distinzione tra quegli scrittori veramente dimenticati, dei quali non ne parla effettivamente più nessuno e quelli che magari sporadicamente riemergono, magari per eventi legati a commemorazioni periodiche, per poi scomparire di nuovo nel silenzio.

Fabrizio ha tenuto conto di tutto questo, ed ha voluto privilegiare proprio quelli più dimenticati dal mondo letterario. Sono 14 i letterati designati, nomi (lo ripeto), dimenticati e non sconosciuti. Basta un semplice riscontro per comprendere come sia possibile riconoscerli, e ritrovare le loro sublimi valenze letterarie ed artistiche. Provate a digitare i nomi della lista di questo testo su Internet, in questi tempi in cui l’informazione viaggia a livello mediatico; li troverete tutti, chi più o chi meno. Altra considerazione: non vi è uno di questi nomi a cui non sia dedicata una via tra le migliaia di paesi e le centinaia di città che compongono il nostro paese italico.

Queste considerazioni a cosa ci portano? A riflettere che ognuno di questi in tempi passati sono stati insigniti di un loro ruolo e una loro gratificazione dimenticata poi nel tempo ma non sconosciuta.

Ritengo sia quindi davvero quindi doveroso riesumarne la valenza letteraria e riscoprirne i meriti.

Il valore aggiunto di questa importante operazione effettuata da Fabrizio, sta nell’offrire un valido contributo attraverso una selezione di nomi che ci portano a rivederne le opere e la validità letteraria. Poco o nulla esiste nella bibliografia ufficiale come metodica che porti ad un percorso identificativo dell’opera e dell’essenza di questi scrittori dimenticati, se non sparute e solitarie biografie che non seguono un percorso letterario “Tout court”.

L’Autore è perfettamente cosciente di avere analizzato la punta di un iceberg che ha una massa sommersa molto corposa, ma proprio nella scelta di questa “punta” ha seguito un percorso che ci offre un’indicazione letteraria classica molto ben netta ed evidenziata. Ogni scrittore è subito descritto all’inizio del capitolo con una frase identificativa della sua opera e del periodo storico in cui ha operato e vissuto, e questo la dice lunga sulla capacità dell’autore e sulla sua figura letteraria e storica. Tre sono scrittori vissuti nel XIX secolo, cinque nel XVIII, e sei nel XVI secolo. Si è attraversato un periodo che dal Rinascimento passa al secolo dei lumi sino ai primi anni del XX secolo. Si pensi soltanto alle profonde trasformazioni avvenute nella società umana nell’ambito di questi 400 anni di storia e di letteratura!

Risulta quindi più che plausibile tollerare i limiti di questo lavoro legati essenzialmente all’applicazione di una forte selezione degli autori in campo anche perchè l’inserimento d’autori in una lista meno ristretta richiedeva un onere editoriale forse troppo eccessivo, concretizzabile oltretutto in un tomo altrettanto voluminoso e magari poco appetibile per le fauci degli appassionati di letteratura. Meglio è sicuramente apprezzare un pasto leggero ma frequente che un pranzo luculliano tutto d’un botto, pesantissimo da digerire. Ho utilizzato questa metafora per affermare come la proposta di un primo testo non voluminoso su autori poco conosciuti, può essere l’escamotage vincente che porti poi in futuro a più frequenti pubblicazioni di testi su questa categoria d’autori, che possano mantenere alta l’attenzione su questi uomini della letteratura italiana, sui quali possiamo dire qualsiasi cosa meno che siano secondari per un’affermazione importante ed una testimonianza storica fondamentale dello sviluppo letterario nella Società italiana.

Va quindi il merito a Fabrizio di aver intuito e reso pubblica questa mancanza che colma un vuoto importante negli annali delle biografie letterarie italiane.

 

Danilo Tacchino

 

ALL'OMBRA DEL PARNASO

Pagine 152,  Euro 12,00,  Edizioni Nuovi Poeti  (Milano)

 

Poeti, artisti e filosofi s’incontrano all’ombra del Parnaso

 

 Il mitico Edipo incontrò la Sfinge alle porte della città di Tebe, seduta su una rupe. Il mostro obbligava i viandanti a risolvere un enigma. Chi non conosceva la risposta era gettato in un cupo burrone. Edipo, diventato poi nella tradizione ellenica un mito solare, risolse l’enigma: la risposta era l’uomo. La sua fama, perciò, nel corso dei secoli, è stata quella di rivelare l’uomo all’uomo. Questo, dunque, il compito della grande letteratura, da Shakespeare a Cervantes, da Baudelaire a Tolstoi, da Poe a Goethe: rivelare.

Questo, il ruolo fondamentale degli artisti e, particolarmente, dei letterati e degli interpreti dei grandi autori. È il caso anche di Fabrizio Legger (in arte Postremo Vate) che in questo libro si propone come autore di brevi saggi.

Da poeta, Postremo Vate ha pubblicato varie raccolte di liriche, diverse anche nello stile: religiose, intimistiche, sentimentali, apocalittiche, politiche, metropolitane, erotiche. Come narratore, ha dato vita e tono a racconti fantastici, animati da personaggi fiabeschi, leggendari e zoomorfi.

In qualità di saggista, ha pubblicato un efficace testo su Vittorio Alfieri, dal titolo assai significativo: La libertà tradita, dedicato alle polemiche misogalliche e anti-volteriane dell’ultimo Alfieri.

Oggi, con questo  All’Ombra del Parnaso (pagine 151, Euro 12,00), pubblicato dalle Edizioni Nuovi Poeti, di Vaprio d’Adda (Milano), Fabrizio Legger propone ai suoi lettori brevi saggi critici che spaziano dagli autori medievali ai nostri contemporanei, dal Boccaccio lirico alla polemica tra Evola e Papini, da De Sade a Sant’Agostino, tutti testi personalissimi per originalità di vita e di stile.

Posso affermare che Fabrizio Legger è poeta anche quando scrive in prosa, per il suo stile colorito, per la passione che anima le sue tesi e le sue argomentazioni. Ed anche in questo, egli è erede genuino della classicità. Non a caso, egli è attento studioso degli autori del Rinascimento, che seppero trarre dalla polvere dell’oblio significanti opere dell’ingegno greco-latino.

In questa rassegna, sono presenti poeti e scrittori abbastanza noti, come Boccaccio, Ariosto, Pirandello, Lope de Vega, Verlaine, Leopardi, ma anche altri meno noti, come Evola, Franco, Niccolini, Trissino, che tuttavia integrano efficacemente lo scenario delle diverse epoche in cui vissero.

Altre pagine sono recensioni di libri particolarmente apprezzati, ricordi di visite a mostre e di escursioni alle dimore dei grandi poeti: Ariosto a Ferrara, Leopardi a Recanati, come per un approdo romantico. E furono anche gli itinerari di Sthendal e di Goethe.

Ritratti con vivida potenza sono poi i poeti ribelli, gli stravaganti, i maledetti, gli scapigliati ante-litteram, i rompiscatole  ardimentosi: Aretino, Franco, De Sade, Verlaine, Bukowski, Marinetti…

In questo contesto, con virtuoso (nel senso rinascimentale e leonardesco del termine) esame critico, Fabrizio Legger compie una diligente rivalutazione di questi personaggi spesso ritenuti un po’ pazzoidi, comunque indecenti, scabrosi e sordidi, a lungo calunniati e spesso messi sotto chiave nelle biblioteche. Leggendo le pagine dedicate a questi autori, osserviamo convinti che i fenomeni di costume vanno compresi nel clima in cui si producono e comparati ad esso, prima di azzardare facili verdetti di condanne, figli del pregiudizio bigotto o di una formazione culturale troppo rigida.

Da conoscitore di opere meno diffuse, da studioso della microstoria, quale egli è, il nostro Autore compie questa, piuttosto rara oggi, operazione di recupero.

Lo stesso discorso può valere per alcuni filosofi gnostici, palesemente licenziosi. Non è un caso che Legger affondi la sua indagine sulle eresie dei primi secoli del Cristianesimo (che non si conoscevano sino a poco tempo fa ed erano voci disperse), non certo per mettere in rilievo solo certe stravaganze o assurdità: il motivo è, secondo me, assai più profondo.

Perciò, invogliati da queste indagini critiche (che hanno il pregio della sintesi, della percezione immediata, dando spazio alla riflessione personale del lettore), a leggere Sant’Agostino o Sant’Atanasio, potremo dire, alla fine della lettura: “C’erano una volta i Maestri!”

Ma oggi, in questo mondo di consumi, esiste ancora un pensiero forte capace di fondare una vera scuola?

Fabrizio Legger, come Edipo, con questo All’Ombra del Parnaso, rivela l’uomo all’uomo, la sua complessità (e varietà) psicologica, il suo intimo conflitto tra il Bene e il Male, Eros e Tànatos.

Riguardo al futuro, sempre nebuloso, “l’uomo non sa se amerà o se odierà. Tutto è possibile” – osservava il grande William Shakespeare.

È essenziale essere testimoni del proprio tempo attraverso la sintesi.

Ma anche rinnovarsi, alla luce catartica della Poesia, canto di libertà primigenia, liberante anch’esso.

Questo mi è sembrato di cogliere, soffermandomi su queste pagine, la cui lettura sicuramente invita a maggiori approfondimenti, in quanto capace di dare forti stimoli di cultura e di ricerca.

Potete richiedere il libro direttamente alla casa editrice Nuovi Poeti, scrivendo alla e-mail: enpodistribuzione@live.it  oppure all’Autore, e-mail:  postremovate@postremovate.com

 

Filippo Solito Margani


FUTURE  APOCALISSI  (racconti fanta-ecologici)

Pagine 339,  Euro 14,00,  Edizioni Nuovi Poeti  (Milano)

Future apocalissi

Una raccolta di venti racconti, di varia lunghezza, tutti di argomento fantastico, fantasy, apocalittico e fantascientifico, collegati tra loro da tematiche ecologiche. In una Terra da incubo, in un pianeta immerso nelle tenebre, contaminato dalle radiazioni nucleari, inquinato dai veleni dell’industrializzazione, ninfe, satiri, folletti, gnomi, alieni, mutanti, sirene, tritoni, sono impegnati in una spasmodica lotta contro gli “uomini tecnologici”, i Tecnantropi, che hanno devastato il pianeta. Le apocalissi sono da intendersi come possibili “fini del mondo” alle quali l’umanità potrebbe andare incontro se continuerà a perseguire folli ambizioni di dominio planetario e cosmico. Storie d’amore e di avventura si alternano a vicende apocalittiche di guerre tra uomini e demoni, esseri elementali e feroci creature aliene. Il Male e le Tenebre incombono sul mondo dell’uomo, ma gli esseri devoti alla Luce e la Grande Madre Natura si ribellano allo sfruttamento e alla distruzione, dando vita ad una grande guerra che vede coinvolti gli esseri umani, le piante, gli animali e gli abitanti degli elementi. Guerre e apocalissi mettono a dura prova la resistenza del nostro pianeta e la lotta della Natura e dell’ambiente contro la preponderante potenza degli uomini meccanizzati: le devastazioni e gli inquinamenti incombono, i mari agonizzano, le foreste vengono distrutte, uomini, piante ad animali cadono vittime della delirante follia dei Tecnantropi… Ma, alla fine, ancora una volta, sarà la Luce a prevalere sull’abbraccio oscuro delle Tenebre, e l’Apocalisse, forse, potrà essere rinviata ancora una volta.
 
 

LE  TERRE  FANTASTICHE   (racconti fantasy)

Pagine 157,  Euro 12,00,  Alzani Editore  (Pinerolo, Torino)

 

Le terre fantasticheUna raccolta di tredici racconti ambientati in un Piemonte fantastico e fiabesco, nelle Valli delle Alpi Cozie e nella pianura del Pinerolese, che copre un arco di tempo che va dall’Alto medioevo all’Epoca napoleonica. I personaggi che animano questi racconti sono creature delle selve e dei boschi, esseri magici, demoni infernali, mostri alieni, tenebrosi negromanti, impavidi guerrieri barbarici, teneri fanciulli e indifese pulzelle. Le creature della Luce e quelle delle Tenebre si combattono negli incantevoli scenari alpestri delle Alpi Cozie, dove tutta la Natura è animata e dove le esistenze degli umani entrano in continuo contatto con i magici abitanti dei boschi e dei torrenti e con i pericolosi invasori aliene e le crudeli entità demoniache che giungono dalle arcane dimensioni del cosmo. Un libro in cui fiaba, leggenda, fantascienza, mitologia, epica, avventura, romanticismo, orrore, storia, si mescolano in un magico crogiuolo da cui scaturisce un travolgente inno alla fantasia più sfrenata. Il tutto, nell’ambito di una cornice affascinante di una terra piemontese magica e incantata.

 

 

LE  VALLI  INCANTATE   (racconti fantasy)

Pagine  126,  Euro 10,00,  Alzani Editore  (Pinerolo, Torino)

 

Le valli incantate

Una raccolta di dieci racconti fantasy e mitologici ambientati nelle Valle Alpine (Val Pellice, Val Chisone e Val Germanasca), in ambienti che vanno dall’Età antica al Medioevo fantastico, con orchi, folletti, satiri, ninfe, tritoni, centauri, fate e streghe come protagonisti di incredibili vicende che spaziano dalla magia all’avventura, dalle guerre alle ricerche di tesori perduti, dalle lotte terrificanti tra le Potenze della Luce e le Forze delle Tenebre, all’interno di un incantevole scenario di monti, di selve, di torrenti, di boschi innevati e montagne che si stagliano contro l’azzurro cielo delle Alpi Cozie. Il mistero, il fascino arcano di antichi popoli e di millenari riti che affondano le loro radici nell’antica preistoria delle valli alpini, avvolgono questi racconti dai quali si stagliano figure incredibili che catturano magicamente l’attenzione del lettore. Un’avvincente panoramica di racconti strabilianti di fantasia e di immaginazione fiabesca, che sanno di magia celtica e che fondono insieme fantascienza, fiaba, avventura, mitologia ed epica, dando vita a mirabolanti imprese di uomini e di creature fantastiche in lotta contro le insidiose presenze del Male.
 

LE GUERRE INCREDIBILI   (racconti fanta-storici)

Pagine 141, Euro 14,00,  Noctua Editrice  (Molfetta, Bari)

 

Le guerre incredibili

Una raccolta di dieci racconti fanta-storici, che partono da premesse e situazioni storiche per poi sviluppare storie del tutto fantastiche. Si va dalla Preistoria e dall’Età Antica delle guerre tra Egiziani, Ittiti ed Assiri, per poi passare alle terre bizantine, alla Siberia sotto il dominio degli Zar e alle guerre moderne combattute in Sudamerica, Medio Oriente e Balcani, sino a giungere alle età oscure dell’Apocalisse, ambientate in India. Eroi e cavalieri, popolani in rivolta e antichi guerrieri, avventurieri e soldati di ogni risma, si affrontano in battaglie sanguinose, scontrandosi spesso con creature aliene, esseri demoniaci, ibridi antropomorfi e altri affascinanti mostri dell’immaginario fantastico. Il tema della guerra è ricorrente e domina tutti i racconti, ma si tratta appunto di guerre incredibili, cioè di conflitti che concedono ampio spazio al mondo della magia, della fantascienza e dell’avventura, e che, quindi, risultano difficilmente paragonabili con gli orrori delle guerre attuali. Guerrieri assiri, robot spaziali, cavalieri tartari, faraoni egizi, folletti e alieni provenienti da lontani pianeti, sono i protagonisti di questi truculenti racconti dove la Storia va a braccetto con il Fantastico più sfrenato e mirabolante.
 


 

ECHI DI GUERRE LONTANE  (racconti fanta-bellici)

Pagine 141, Euro 12,00,  Noctua Editrice  (Molfetta, Bari)

 

Echi di guerre lontane

Una raccolta di dodici racconti di argomento bellico-fantastico, molto salgariani nello stile e nei contenuti, dedicati al grande tema delle guerre che insanguinano il nostro mondo moderno. Infatti, tutti i racconti sono ambientati ai giorni nostri e nelle età future, hanno per scenari i grandi spazi aperti dell’Asia e dell’Africa, le montagne brulle dell’Afghanistan e del Kurdistan, le foreste delle Filippine e dello Sri Lanka, i roventi deserti dell’Iran e della Somalia. Guerriglieri, miliziani, ribelli in armi, avventurieri di ogni risma e rivoluzionari fanatici sono i protagonisti di queste avventure belliche che spesso, però, si addentrano nel Fantastico, costringendo i propri eroi a scontrarsi con creature aliene, entità demoniache, maghi, morti viventi, e tante altre creature dell’immaginario fantastico. Uno spirito salgariano di guerra, di lotte indomite per la libertà, di avventure per terra e per mare, caratterizzano questi racconti da cui spicca la figura dell’eroe solitario, pronto a sacrificarsi per la “bella morte”, tutto preso dai suoi alti ideali che lo portano a scontrarsi con un mondo orrendo dominato dalla ferocia più bieca e dalla violenza più spaventosa.
 

LA LIBERTA’ TRADITA – L’ULTIMO ALFIERI TRA SATIRE E MISOGALLO  (saggio letterario)

Pagine 141,  Euro 15,00,   Noctua Editrice  (Molfetta, Bari)

 

La libertà tradita

Un saggio letterario dedicato all’ultimo periodo dell’attività letteraria di Vittorio Alfieri (1749-1803), il grande poeta astigiano, autore di appassionate tragedie di libertà. Le opere analizzate in questo libro sono Il Misogallo (un libello di versi e di prose con cui Alfieri denigrò e avversò polemicamente la Rivoluzione francese) e le Satire (una serie di componimenti in terzine dantesche in cui Alfieri si scaglia con rabbia e sarcasmo contro gli aspetti più infimi e più ridicoli della società settecentesca, vale a dire il l’educazione, il gioco, il filantropismo, la filosofia illuminista, le classi sociali, il commercio, la massoneria, solo per citarne alcune). Si tratta di opere ingiustamente trascurate dalla critica, e che, invece, sono molto importanti nell’ambito della produzione letteraria alfieriana, perché di notevole attualità. Inoltre, l’attenta lettura di queste due opere, può aiutarci a ricostruire attentamente come Alfieri visse gli ultimi anni della sua vita, contrassegnati da amarezze, disinganni, delusioni e tristezze di ogni sorta, dovute agli avvenimenti politici del tempo, al suo temperamento ribelle, alla sua avversione per quanto successe in Francia tra il 1789 e il 1803 (anno della morte di Alfieri) e ai contraccolpi economici che tali avvenimenti  gli provocarono. Si tratta di due opere alfieriane particolarmente interessanti, mordaci, sarcastiche, a tratti anche divertenti, che ci mostrano un aspetto decisamente polemico del grande autore delle tragedie di libertà.
 

 

 

Racconti tratti da FUTURE APOCALISSI

La morte del mare

Metamorfosi vegetali

Albatro e Cormorah

Il satiro e il tritone

La selva contaminata

 

Chi fosse interessato all'acquisto dei seguenti volumi può farne richiesta all'autore, inviando una e-mail all'indirizzo postremovate@postremovate.com  e procedere al pagamento tramite
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CARTA N° 4023 6004 2249 4882
intestata a LEGGER FABRIZIO
CONTRIBUTO PER SPESE POSTALI  -  Cifra da valutare in base al n. dei volumi acquistati.
 

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